
Quando, due anni fa, fu
installato sulla parete delle Grandes Jorasses del Monte Bianco un bivacco
altamente tecnologico dalla forma di una fusoliera, qualcuno gridò allo
scandalo, sostenendo che la montagna veniva snaturalizzata. Il tradizionale
bivacco in pietra e legno veniva, così, sostituito da materiali all'avanguardia
capaci di sopportare notevoli sollecitazioni termiche e meccaniche. Ma i due
ideatori del progetto Leap(Living Ecological Alpine Pod), gli architetti Luca
Gentilcore e Stefano Testa, non si sono lasciati intimorire ed hanno continuato
a perseguire le loro rivoluzionarie realizzazioni. Sicchè ieri mattina, lunedì
6 maggio, presso i cantieri della Leapfactory a Torino, alla presenza di
giornalisti, architetti e gestori di rifugi alpini, hanno presentato i primi
due moduli di un altro bivacco, commissionato dalla compagnia di investimenti
russa “North Caucasus Development Corporation”. Il nuovo complesso modulare
verrà installato, appena il clima lo consentirà, su un ghiacciaio a 4000 metri
ai piedi del Monte Elbrus, la cima più alta del Caucaso.